Dopo le sconfitte gli ucraini iniziano a ritirarsi dalle zone occupate in questi giorni

Anche oggi i media italiani tacciono sugli accadimenti ucraini, limitandosi a fornire le solite fake news diffuse dai servizi inglesi o del regime di Kiev.

Lo scenario attuale è quello di un fronte ucraino decimato dall’artiglieria russa con le forze di Kiev bloccate sulle posizioni occupate giorni fa dopo il ripiegamento russo.

Per gli ucraini è stato facile avanzare non trovando ostacoli sul loro cammino, almeno fino a quando non hanno sbattuto il muso sulle difese russe lungo il fiume Oskol.

Nel frattempo, avendo perso il vantaggio tattico precedente, che li vedeva difensori contro i russi in attacco, ora giocano allo scoperto offrendo un facile bersaglio per il tiro di artiglieria delle forze di Mosca. I media occidentali non trattano questo aspetto delle operazioni.

Non possono perché altrimenti dovrebbero ammettere che la controffensiva ucraina è fallita con grosse perdite e che gli scenari futuri, per loro, sono molto cupi.

Dovrebbero anche spiegare alla gente perché le tante celebrate sanzioni non hanno ancora piegato la Russia, come il premier Draghi ancora cincischia in queste ore.

Dovrebbero, insomma, raccontare quella verità che per chi fa propaganda, come i media in questo periodo storico, rappresenta una opzione non percorribile.

Anche oggi gli ucraini hanno collezionato nuove sconfitte e perdite pesanti compromettendo le loro future capacità operative.

Nella zona di Nikolaev, le forze di Mosca hanno inflitto una pesante batosta agli ucraini che hanno perso 180 uomini e 2 carri armati, 7 veicoli corazzati, 3 cannoni e 10 veicoli;

Al contempo, gli attacchi ucraini verso Mirolyubovka, Malaya Seydeminukha e Belogorka (in zona di Kherson) sono stati tutti respinti. Gli ucraini hanno registrato forti perdite.

Altre pessime notizie per gli ucraini arrivano da Zaitsevo, dove il battaglione Aidar ha perso più della metà dei suoi effettivi e di conseguenza si sono dovuti ritirare da Chasov Yar.

Attacchi russi sono stati lanciati sulla base delle formazioni di mercenari Academy e Kraken nelle regioni di Kramatorsk e Nikolaevka.

Un altro attacco russo a Kirovo nella regione di Zaporozhye ha avuto pieno successo con 210 ucraini uccisi e 20 pezzi di artiglieria distrutti.

A Kharkov è stato distrutto il deposito di munizioni della 14a brigata meccanizzata ucraina. Al suo interno si trovavano oltre 7.500 proiettili di artiglieria di provenienza occidentale. La perdita per gli ucraini è enorme poiché pregiudica il prosieguo delle operazioni in zona.

Nella regione di Kramatorsk sono stati distrutti da un attacco missilistico un obice M777 da 155 mm di fabbricazione statunitense, mentre nell’insediamento di Dvurechye ha subito la stessa sorte un sistema missilistico antiaereo S-300. Nella regione di Vasyukovka è stata distrutta una stazione radar di difesa aerea.

Ora chi glielo dice a Draghi e ai suoi amici che per gli ucraini si sta mettendo molto male?